Il percorso 2025-27 Art’è di libertà vedrà nel 2026 la realizzazione del progetto A occhi aperti.
In quest’anno ricorrono due importanti centenari: quelli della nascita di Dario Fo e Ingeborg Bachmann.
A Fo, Chille dedicano un articolato insieme di iniziative a partire dall’iniziativa per la Festa della Toscana 2025 “TOSCANA. Un ponte per la Pace”.
A San Salvi prenderà vita martedì 24 e mercoledì 25 marzo il progetto-spettacolo “Dario Fo, il Teatro e la Pace: una Voce per la Festa della Toscana. “LA GUERRA È UNA COSA SERISSIMA! (quindi la fanno i bambini… travestiti da generali).”
La poetessa-scrittrice Ingeborg Bachmann, le cui creazioni sono da anni nei progetti di Sissi Abbondanza, sarà presente in due giorni dal forte valore simbolico: 27 gennaio, Giornata mondiale della memoria e 21 marzo, Giornata mondiale della Poesia.
Sissi Abbondanza lascia poi trapelare che…parole della Bachmann vivranno anche nella sua prossima produzione “Volevo solo vedere il mare”.
Nel 2025 è stato pubblicato un libro di riflessioni della Bachmann intitolato appunto “A OCCHI APERTI”. I Chille hanno deciso di condividere il titolo per il loro progetto 2026 per la stringente attualità delle riflessioni lì evidenziate.
Per la Bachmann, e per i Chille, “A OCCHI APERTI” ha un significato profondamente etico e poetico, indicando un necessario atteggiamento di lucidità e responsabilità verso il mondo.
Invita a vedere senza illusioni.
“A occhi aperti” significa una vigilanza morale: rifiutare l’autoinganno, le consolazioni facili e le verità imposte, guardare la realtà — storica, politica, personale — così com’è, anche quando è dolorosa.
Tutto ciò, vivendo la creazione culturale (teatro, poesia, racconto…) come atto di conoscenza che non serve a fuggire dal mondo, ma a illuminarlo.
Creare “a occhi aperti” significa lavorare per smascherare menzogne, abusi di potere, linguaggi falsi. Vivere uno sguardo aperto non solo verso l’esterno, ma che riguardi anche il dolore, l’amore, la paura, le contraddizioni dell’io. Avere coraggio e consapevolezza di non chiudere gli occhi davanti a sé stessi.
“A OCCHI APERTI” esprime un programma poetico e umano: vivere, pensare e creare nella massima lucidità possibile, senza anestesie.
MANIFESTO “A OCCHI APERTI“
A occhi aperti
perché non ci è concessa l’innocenza.
A occhi aperti
perché il buio non è un incidente,
ma una costruzione accurata.
A occhi aperti nasce il nostro stare al mondo e sulla scena:
non per vigilare,
non per giudicare,
ma per non voltare lo sguardo.
Viviamo in un tempo che chiede di chiudere gli occhi:
sulle parole svuotate,
sui corpi compressi,
sulle prigioni visibili e invisibili
che continuano a chiamarsi ordine, sicurezza, normalità.
Noi scegliamo di restare svegli.
Anche quando fa male.
Soprattutto quando fa male.
A occhi aperti è un atto di disobbedienza.
È vedere la porta che si chiude
e continuare a nominarla.
È abitare la ferita.
È stare dalla parte di chi osserva,
di chi non possiede biografie ufficiali,
di chi attraversa la storia senza lasciare monumenti.
A occhi aperti è il teatro che non consola.
Che non chiede assoluzioni.
Che non promette salvezze.
È il teatro che interroga, che smaschera,
che inciampa nel linguaggio per mostrarne le crepe.
È parola che resiste alla menzogna,
voce che attraversa il potere,
corpo che diventa luogo politico.
A occhi aperti significa questo:
continuare a desiderare
anche quando il tempo si richiude,
anche quando la porta si richiude,
anche quando tutto sembra già deciso.
Finché esiste uno sguardo che non si abbassa,
nessuna prigione è definitiva.
Pagina in costruzione, presto ulteriori informazioni…

LA GUERRA È UNA COSA SERISSIMA! (quindi la fanno i bambini… travestiti da generali)
uno spettacolo di Claudio Ascoli e Sissi Abbondanza
per il centenario di Dario Fo



