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STORIE INTERDETTE

Biglietto unico valido per i tre giorni del festival 5€

Spettacoli | Mostre | Libri

SALUTE MENTALE • MANICOMIO INVISIBILE • MIGRAZIONE • ECOLOGIA SOCIALE

Festival Storie interdette, inizialmente previsto a maggio nei giorni della legge 180, e che ora incontrerà l’affezionato pubblico sansalvino in occasione del 10 ottobre, Giornata internazionale della Salute mentale.

Storie interdette nasce da un bando nazionale con premio annesso dedicato alla giovane creazione contemporanea under 35 nell’ambito delle arti drammaturgiche e performative. Si pone come occasione di visibilità e di riflessione per giovani Artisti. Lo scopo del bando è stato di selezionare 4 idee progettuali sui temi della salute mentale, del manicomio invisibile, delle migrazioni e dell’ecologia sociale. In occasione del Festival una giuria (pubblico ed esperti) assegnerà al 1° e al 2° classificato un premio rispettivamente di 500€ e 300€.

Per partecipare alla 3 giorni di Storie interdette, abbiamo previsto un biglietto unico dal costo quasi simbolico di soli 5€. Anche in questo caso, dato il limitatissimo numero di posti disponibili è vivamente consigliata la prenotazione: whatsapp 335 6270739 o mail a info@chille.it.

Venerdì 9 ottobre

ore 20.00 | Vernissage mostra
Aversa. 10 immagini da un ex-manicomio a cura di Rodolfo Tagliaferri di www.esplorazioniurbane.it

ore 21.00 | Teatro
In scena le creazioni dei 4 Artisti selezioni nel Bando Storie Interdette (*)

Sabato 10 ottobre

ore 18.00 | Presenzazione Libro
“Pazze di libertà” di Silvia Meconcelli, Alter Ego edizioni
in presenza dell’autrice e della psicologa di comunità Patrizia Meringolo

ore 21.00 | Teatro
In scena le creazioni dei 4 Artisti selezioni nel Bando Storie Interdette (*)

Domenica 11 ottobre

ore 21.00 | Teatro
In scena le creazioni dei 4 Artisti selezioni nel Bando Storie Interdette (*)

Tutte le sere del Festival gli Artisti presenteranno le loro creazioni, oggi più che mai significative in un periodo in cui si sono aggiunti nuovi problemi di salute mentale, mentre la lezione di Basaglia sembra essere stata dimenticata non solo nell’ambito della salute mentale, ma in tutte le situazioni di incontro e confronto con la(e) diversità. Vecchie pratiche di esclusione e separazione sembrano infatti riemergere nella quasi totale indifferenza; non è un caso che, la stessa logica concentrazionaria con cui in passato è stata gestita la diversità e la pericolosità, è stata riproposta nella gestione dei nuovi “ultimi”, vissuti come problemi ai quali dare ordine. Problemi che intrecciano biografie, vite che racchiudono storie: storie trascorse, troppo spesso dimenticate, oppure nascoste, recise, interdette.

I PROGETTI DEI 4 ARTISTI SELEZIONATI

CARMELA DE MARTE   I AM

Proiettandoci in un futuro prossimo abbiamo immaginato una donna adulta che, per adeguarsi ai canoni di bellezza dettati dalla società contemporanea, modifica il suo corpo indossando degli indumenti che ne alterano le caratteristiche fisiche rendendola altro da sé. Con il corpo modificato, tenta di continuare la sua esistenza sforzandosi di sottostare ai dettami “istituzionalizzati” per divenire ciò che ci si aspetti una donna sia.  Nasce così una cerimonia, un rito fatto di gesti che diventano una gabbia e che si ripetono, sempre gli stessi ma, ripetendosi con monotonia, non fanno altro che far emergere l’intimo, il non esponibile, la stanchezza, la sconfitta tutto ciò che è bene non mostrare, che la società non vuol vedere.

Si tenta di negare la vera natura in una costante lotta nell’estenuante tentativo di difendere l’intimo e la sua sacralità, di difendere l’umano e, più lo si fa, più la vera natura esce fuori aumentando lo scarto simbolico tra segno e significante. 

DANIELA NISI    KHALASIA 

Supervisione registica di Antonio Anzilotti De Nitto

Supporto tecnico e suono di Antonello Montemurro

Cosa direbbe una casa abbandonata se parlasse con voce umana? Quali sarebbero i suoi ricordi, le sue emozioni e le sensazioni rispetto a chi l’ha vissuta? Cosa significa resistere al tempo, all’abbandono, alla perdita di persone, arredi, porte, finestre, ecc.? Questa storia è scritta al centro di un bosco dimenticato dove, tra terra e fango, tra grano e vegetazione incolta, una villa resiste maestosa e bellissima in tutta la sua decadenza, come un fossile abbandonato carico di vita: un totem del passato. La nostra ricerca ha iniziato a prendere forma a partire da queste domande, dalla voce del vento che attraversa quei muri diroccati ed ora deturpati da atti vandalici di varia natura. Lo stesso titolo: “Khalasìa” nella sua etimologia dal Griko, (l’antica lingua d’uso comune nel Salento), significa distruzione, rovina. 

ILARIA MARCUCCILLI    BELLA DENTRO

1959. Viola venticinquenne friulana, è rinchiusa nel manicomio di Trieste. La ragione per cui è dentro, poco ha a che vedere con la follia. 

Isterica, ninfomane per i medici e “figlia del demonio” per la famiglia, viene abbandonata in una realtà dove guarire…dalla sua femminilità. Quelli che dovevano essere due mesi diventano cinque anni. Lei è lì, rinchiusa e spesso legata al letto per essere “guarita”. 

Indifesa dentro ogni contesto, giunta all’ultimo stadio di umanità, decide di chiudersi dentro la stanza della sua mente e dichiararsi inferma fino all’immobilità corporea. Perché nella sua volontà è ancora libera, fino a prova contraria. 

E sana. Seppur in una vita ormai bella…solo dentro.

TOMMASO FERRINI   SILVIA LICCIARDO    OLTRE LA TRAVE, IL BUIO

Lo spettacolo descrive i contorni di un manicomio invisibile, un luogo evanescente, sfumato, che sfugge alla vista della coscienza, perché fatto di quelle dinamiche che si vivono nel quotidiano e che come tali finiscono per essere lentamente confuse come l’unico modo possibile di vivere e rapportarsi con l’altro.

I due protagonisti sono prigionieri di questo mondo relazionale, sprofondati in schemi comportamentali che sono ormai sfuggiti al loro controllo, da cui non riescono più a emanciparsi, soffrendo giorno dopo giorno per il progressivo allontanamento e senso di estraneità nei confronti di una persona con cui un tempo scelsero di condividere la propria vita.

La parola, questo mezzo così controverso che utilizziamo per esprimerci, ingabbia e acuisce il senso di smarrimento e di incomprensione di due persone che stanno disperatamente cercando di ritrovarsi, ricordando i motivi per cui un tempo decisero di unirsi l’uno all’altra. Solo nel corpo, nel suo linguaggio muto eppure così ricco di espressione, troveranno finalmente il punto di contatto che tanto andavano cercando.


Data

09 - 11 Ott 2020
Expired!

Ora

18:00 - 23:55
Teatro San Salvi: Sala Mario Dondero

Luogo

Teatro San Salvi: Sala Mario Dondero
Via di San Salvi, 12 - PAD 16 - Firenze
Chille de la balanza

Organizzatore

Chille de la balanza
Telefono
e WHATSAPP 335.6270739
Email
info@chille.it