UMANI

UMANI

nuova edizione 2026
della produzione Chille de la balanza debuttata nel 2025 “UMANI. da e per Francesco Romiti”

di e con Sissi Abbondanza e Claudio Ascoli
ispirato alle creazioni pittoriche e non solo di Francesco Romiti, Artista irregolare
musiche originali di Dario Ascoli
esecuzione musicale e corale dell’Associazione Firenze Musica diretta da Concita Anastasi
elaborazioni immagini e video di Marco Triarico
presa del suono e post-produzione di Francesco Lascialfari
suoni di Francesco Lascialfari
luci di Emanuele Maione


Settembre
Venerdì 18 Genova – Quarto Pianeta Festival, presso l’ex-manicomio
Ottobre
Domenica 18 Rovigo – Teatro del Lemming
Venerdì 23 L’Aquila – Teatro Zeta
Sabato 24 Fara Sabina – Teatro Potlach 
Novembre
Venerdì 6 San Maurizio d’Opaglio – Teatro degli Scalpellini
Da venerdì 13 a domenica 15 Roma – Teatro Tor Bella Monaca
Mercoledì 18 e giovedì 19 Firenze – Teatro San Salvi
Lunedì 30 Milano – Teatro della Cooperativa
Dicembre
Mercoledì 2 Liegi – Trinkhall Museum edizione bilingue in francese


Foto di Paolo Lauri

Una nuova produzione della compagnia Chille de la balanza, da oltre venticinque anni residente nell’ex-manicomio di San Salvi a Firenze. Il titolo è semplice, diretto, necessario: “UMANI. Questo volevo che capiste.” Nasce dai dipinti, disegni e diari di Francesco Romiti, straordinario Artista irregolare: alcune sue opere sono state esposte al prestigioso Trinkhall Museum di Liegi.

“UMANI…” è uno spettacolo di e con Sissi Abbondanza e Claudio Ascoli, con musiche originali di Dario Ascoli, immagini e video di Marco Triarico.

Non è un omaggio biografico né una celebrazione estetica: non si mette in scena l’uomo-Francesco Romiti, artista irregolare, quanto la sua visione, la sua urgenza espressiva, la sua “creazione” come atto etico, necessario, umano. Lo spettacolo nasce dalla volontà di comunicare – e far vivere – una visione del mondo capace di restituire valore all’essere umano nella sua imperfezione, fragilità e resistenza.

L’obiettivo dichiarato è quello di contribuire alla nascita – o alla riscoperta – di una comunità consapevole dell’importanza dell’essere umani, oggi più che mai messa a rischio dalla spersonalizzazione sociale e dall’omologazione culturale.

Ispirato dalle opere e dagli scritti di Romiti, “UMANI…”  si muove tra linguaggi differenti: teatro, musica, video, suono, pittura e gioco, nel solco di un’arte che rompe le gabbie disciplinari. È questa la cifra della compagnia Chille de la balanza e della figura di Romiti: ponte tra tradizione e contemporaneità, artista ai margini ma mai marginale, voce dissonante e profondamente necessaria.

Francesco Romiti è stato un artista irregolare e radicalmente umano. Nato nel 1933, la sua vita è segnata da traumi, ribellioni, amori assoluti e una coerenza disarmante: non ha mai voluto vendere le sue opere, perché – diceva – “l’arte non si può vendere perché non si può valutare con il denaro”. Vive ai margini, in povertà, ma dipinge ovunque: sul retro dei volantini, su pezzi di legno raccolti per strada. Non cerca riconoscimenti, non frequenta il mercato dell’arte, ma continua a creare come gesto vitale, come forma di resistenza e salvezza.

In Romiti, come scrive lo storico dell’arte Tomaso Montanari, c’è una “santità fondata sulla pratica di una radicale verità: un uomo che, in una Firenze piegata al mercimonio della bellezza, ha scelto invece la verità di una bellezza inquieta, mai compiacente. La sua opera è un’invocazione continua all’umanità: centinaia di volti, ritratti e deformati, si affollano sulle superfici come un diluvio emotivo”. Secondo la storica dell’Outsider Art Eva Di Stefano, “Romiti non è un artista ingenuo, né un “folle”: è lucido, consapevole, attento agli altri. Ha scelto un confine e ne ha fatto casa, linguaggio, arma poetica”.

“UMANI…”  raccoglie tutto questo e lo rilancia in scena: non è una mostra, non è una biografia teatrale, ma un’azione collettiva che invita lo spettatore a guardarsi – e guardare – con occhi nuovi. A riconoscere la bellezza nell’incompiutezza, a sentire l’arte come luogo di incontro e verità.

Le creazioni visive di Romiti prendono vita attraverso i video di Marco Triarico, impreziositi dalle musiche originali di Dario Ascoli che così le racconta: “L’impatto con le opere di Francesco Romiti è stato devastante e l’idea di poter trasfigurare in musica le emozioni, le suggestioni, i graffi e persino gli schiaffi al senso comune che l’Artista impartiva con il suo tratto è stato per me un imperativo. La sfida che più mi ha coinvolto è stata quella di musicare le ultime pagine del suo diario, nelle quali Romiti voleva sottrarre alla parola l’immagine di una finitezza di vita contro la quale strenuamente combatteva, riducendo perciò il testo a delle frantumate sillabe o alle sole iniziali delle parole”.

Le esecuzioni musicali sono state realizzate dall’ensemble strumentale e corale dell’Associazione Firenze Musica, diretto da Concita Anastasi. La presa del suono e la post-produzione sono state curate da Francesco Lascialfari.

Il disegno luci di Sandro Pulizzotto, realizzato da Emanuele Maione, completa la costruzione di un ambiente immersivo che invita lo spettatore a un’esperienza più che a una visione.

In definitiva, nel cuore dello spettacolo c’è un atto di fiducia: quello dell’artista che si affida all’arte come salvezza, e quello della compagnia che decide di trasformare quell’affidamento in azione scenica. Romiti, outsider e testimone di una marginalità attiva, ci consegna – tramite il lavoro dei Chille – una domanda bruciante e senza tempo: cosa significa, oggi, essere umani?

Lo spettacolo non offre risposte, ma traccia possibilità. E nel farlo, costruisce legami, apre spazi di ascolto, moltiplica le domande. È un atto teatrale e sociale insieme, un invito a non voltarsi dall’altra parte.

Dalla periferia di un mondo artistico spesso autoreferenziale, Romiti e i Chille indicano una via alternativa, più faticosa forse, ma più autentica. Una via che attraversa l’arte per arrivare all’umano.

Una creazione di Chille de la balanza da e per Francesco Romiti

È vero, i bambini e i folli, o meglio coloro che il mondo considera tali, sono da sempre sorgenti primarie di ispirazione perché possiedono la rara dote di guardare la realtà senza il filtro opacizzante delle convenzioni. Come i bambini, che stupiscono i familiari con percezioni pure e incontaminate, gli artisti veri, in particolare quelli che operano ai margini, conservano la capacità di sentire il mondo in modo più immediato e profondo, rifiutando di soffocare quell’espressività che per loro è un atto di esistenza. 
Questo è il solco di pensiero che si inserisce con potenza nell’azione artistica della compagnia “Chille de la balanza”, che sabato 11 ottobre 2025 all’interno del Festival dell’Outsider Art e dell’Arte Irregolare, ha messo in scena lo spettacolo UMANI, un lavoro nato dall’universo creativo di Francesco Romiti, artista irregolare fiorentino.
La rappresentazione, tenutasi in un luogo simbolo di emarginazione e riscatto come l’ex-manicomio di San Salvi, non è una semplice commemorazione ma un tentativo organico di far vivere sulla scena l’urgenza espressiva di un uomo che ha fatto della sua vita un’opera d’arte etica.
Romiti, con la sua coerenza radicale, ha incarnato quella sensibilità infantile e al contempo folgorante che rifiuta il compromesso, scegliendo una povertà volontaria e affermando che l’arte, il cui valore è incommensurabile, non può essere mercificata
Dipingere su frammenti di legno o sul retro di volantini era per lui un gesto di sopravvivenza, un atto testimoniale che ricordava da vicino la necessità creativa di un bambino, totalmente immerso nel fare senza calcoli.
Lo spettacolo “Umani”, ideato e interpretato da Sissi Abbondanza e Claudio Ascoli, fa proprio questo lascito e lo traduce in un’esperienza scenica totale, un amalgama di teatro, musica, video e pittura, dove le creazioni visive di Romiti prendono vita attraverso le proiezioni di Marco Triarico.
Le musiche originali di Dario Ascoli, eseguite dall’ensemble dell’Associazione Firenze Musica diretto da Concita Anastasi, non accompagnano semplicemente la visione ma traducono in suono le emozioni e i graffi inferti al senso comune dal tratto dell’artista, arrivando a musicare le sue ultime, commoventi pagine di diario.
In questo contesto, le luci di Sandro Pulizzotto e la cura del suono di Francesco Lascialfari contribuiscono a creare un ambiente immersivo che non propone una semplice visione ma un invito a un ascolto profondo. L’obiettivo, dichiaratamente politico nella sua accezione più nobile, è quello di risvegliare una comunità consapevole del significato dell’essere umani, un concetto minacciato dall’impersonale spersonalizzazione sociale. Come sottolineato dallo storico dell’arte Tomaso Montanari, nella figura di Romiti si scorge una sorta di santità laica, basata su una verità radicale e su una bellezza inquieta. La compagnia Chille de la balanza, stabile da oltre venticinque anni in quello stesso spazio di San Salvi, opera da sempre in una zona di confine, esplorando le marginalità e restituendo voce a chi è stato silenziato.
In definitiva, “Umani” è un atto di fiducia nell’arte come forma di salvezza e di resistenza, un invito a non distogliere lo sguardo, a riconoscere la bellezza nell’incompiutezza e a sentire l’arte come un luogo di incontro autentico.
Dalla periferia di un sistema artistico a volte autoreferenziale, Romiti e i Chille indicano una strada alternativa, più impervia forse, ma indubbiamente più autentica, una via che utilizza il linguaggio dell’arte per arrivare dritto al cuore dell’umano, in un percorso dove la memoria del singolo, come quella di un bambino che non ha dimenticato come vedere, diventa coscienza collettiva e sprone per un domani più consapevole.

Riccardo Rescio – Italia & Friends
San Salvi Citta Aperta
Firenze 11 ottobre 2025