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Spettacoli Spacciamo Culture Interdette

Da sabato 11 a lunedì 13 maggio i Chille de la balanza, nell’anno che li vede impegnati in un lunghissimo festival dedicato al centenario della nascita di Franco Basaglia, presentano la terza edizione del Festival SPACCIAMO CULTURE interdette.

Ogni sera alle ore 21:00 potrete assistere ai 4 spettacoli di Teatro vincitori del Bando Spacciamo Culture Interdette. In questi mesi i giovani artisti hanno sviluppato le loro idee per portare in scena le loro Storie interdette sui manicomi di un tempo e su quelli “invisibili” di oggi; ciascuna della durata massima di 20 minuti ciascuna.

Il Festival si concluderà con l’assegnazione di un primo e secondo premio di 500 e 300 euro – agli attori/ danzatori scelti tramite votazione dalla giuria popolare e tecnica nei 3 giorni del Festival.

IN SCENA

Greta Campisi
COME LE API

Come può una “malata” tornare “sana” se intorno non vede vie d’uscita? Quale tormento abita in lei? E quanti di quei pensieri potrebbero essere (o essere stati) anche nostri, qualche volta, solo per sbaglio, sottovoce…? Questa storia ha dovuto scriversi. È la messa a nudo di una mente, di un corpo; di una sofferenza che non vuole esistere, ma che ha assolutamente bisogno di affermare sé stessa per scoprirsi, forse distruggersi. Parla di dolore, impotenza, di vortici e fili d’erba, di amore e di ossessione. È la mia storia, e di chiunque. Speranza e violenza e un po’ tutte queste cose insieme. Perché sono tempi difficili. È difficile fidarsi, prendersi cura. Ma è estremamente necessario.
Antonio Coccia
RITORNERAI BAMBINA

Melina.
Carmine.
Due essenze, un corpo. Un specchio a testa per visualizzare se stessi e il mondo in cui sono costretti a vivere. Attraverso il canto ripercorreranno i momenti salienti della loro vita uniti. Entrambe vittime di dolore materno, gareggiano per chi dei due debba sopravvivere.
Morte.
Rinascita attraverso il canto.
Paola Polifrone
OPACA

Una donna. Quella che è stata, quella che vorrebbe o dovrebbe essere. Quella che forse non sarà mai. Una piccola stanza. Una voce. La sua? Non lo sa più. Una formica che urla il dolore della sua esistenza dalla gabbia in cui si trova, circondata da un’apparente aura di luce che nasconde l’universo di sporcizia che sente dentro. Una riva abbandonata in cui ricordi, sogni, carezze e torture continuano a rivivere senza fine sul suo corpo martoriato dando vita al racconto di chi vuole vivere ma non sa come fare. Forse non è solo la sua storia, forse è anche la mia storia, forse è la storia di tutte le donne, forse è semplicemente una storia già scritta tante volte. Ma dov’è la verità? Nell’ombra o nella luce?
Michele Tomai
30 ANNI

In occasione del suo trentesimo compleanno, un giovane professore rievoca alcuni tra gli episodi più rilevanti della sua esistenza. Rivive ricordi permeati di costrizione, impressi ormai in modo indelebile nelle pagine di una storia di cui non si sente né l’autore né il protagonista. Attraverso uno sguardo cinico e disincantato, influenzato da un presente ormai svanito, emerge il tentativo di resistere alle prigioni quotidiane armato di ironia, leggerezza e una crescente maturità. L’odio e il dolore, pur ancora palpitanti, si trasformano in insegnamenti preziosi. Il suo desiderio è proteggere le narrazioni dei futuri adulti, uomini e donne, dall’oppressione dei potenti, senza chiedere alcuna medaglia in cambio.
  • whatsapp: 3356270739
  • Per partecipare: Ingresso intero € 12, ridotto coop/arci € 10. Posti limitati. Prenotazione obbligatoria.

Data

13 Mag 2024
Expired!

Ora

21:00 - 23:00
Giugno 2024
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